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Portale digitale delle aste: compra casa su internet e paga con la carta. Ecco cosa cambierà da Aprile 2018

La possibilità di trovare su internet tutti i documenti relativi all’immobile che si vuole comprare e tutte le informazioni sulla modalità operativa per partecipare all’asta ha facilitato negli ultimi anni l’accesso ai “non addetti ai lavori”, rendendo più trasparente l’operatività e velocizzando i tempi di chiusura delle operazioni.

Nei prossimi mesi il processo di digitalizzazione dovrebbe avere un’ulteriore accelerazione grazie alla definitiva attivazione del Portale delle vendite pubbliche, oggi il sito è già attivo ma raccoglie ancora una piccola quantità di annunci.

La piena operatività dovrebbe però iniziare – proroghe e imprevisti a parte – tra meno di tre mesi, come previsto dal Dm del 5 dicembre 2017 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 gennaio scorso.


Si tratta di una vera e propria rivoluzione telematica.

La normativa stabilisce non solo che i documenti relativi alle esecuzioni comprensivi di pubblicità e foto  siano consultabili dal Portale tutti gli avvisi, ma anche che tutto l’iter esecutivo avvenga via internet, dalla semplice richiesta di visita di un immobile in vendita alla partecipazione ai singoli esperimenti d’asta.

Sarà quindi possibile fare offerte (e rilanci, in caso di incanto) per via telematica da tutta Italia, se non anche dall’estero.

Il Notariato è attivo da tempo con una propria piattaforma telematica, la Ran, che ora è utilizzata soprattutto per le dimissioni pubbliche, ma che ha già veicolato procedimenti derivanti da fallimenti e procedure esecutive per un valore di quasi 184 milioni».

Secondo il centro studi Sogeea, che da diversi anni scatta una fotografia sulle procedure esecutive residenziali in corso all’inizio di gennaio e all’inizio di luglio, la differenza tra le rilevazioni del 2017 e del 2018 è stata addirittura del 41%, con 19.960 procedure attive a inizio anno.

A determinare la diminuzione in atto contribuiscono diversi fattori.

In primo luogo il miglioramento dello scenario creditizio: da un lato i mutui sono diventati più convenienti e finanziano fino al 100% del valore di aggiudicazione dell’immobile – tassi vicini allo zero ms una maggiore e migliore selezione nel momento dell’accesso al credito, con il tasso di default che secondo Crif nel 2017 si è assestato all’1,7% (in calo di 0,7 punti negli ultimi 2 anni).

Altri fattori determinanti, poi, sono stati la diminuzione del numero dei fallimenti, l’attenuazione della crisi e la timida ripresa del mercato immobiliare.

L’arretrato però resta difficile da smaltire e sono ancora diversi i tentativi di asta che vanno deserti prima dell’aggiudicazione – in media 3,6 tentativi per una durata di oltre 5 anni della procedura secondo Assicom Ribes – anche a causa del permanere di una diffidenza di fondo verso questo strumento.

Un timore diffuso è la difficile liberazione dell’immobile occupato dai vecchi proprietari o da inquilini morosi. Con la recente disposizione normativa 132/2015  il giudice è obbligato a disporre la liberazione al momento dell’aggiudicazione, ma può farlo anche al momento dell’ordinanza di vendita ed è compito del delegato alla vendita consegnare l’immobile libero da cose e persone.

Il punto è che anche i pignorati devono capire che è loro interesse liberare la casa e conservarla al meglio: l’asta non estingue automaticamente tutto il debito e quindi è meglio agevolare la vendita velocemente e al maggior valore possibile».

Maggiore trasparenza e velocità nel processo della messa in vendita rendono l’aggiudicazione più veloce.